Homepage | Chi siamo | Gallery fotografica  
  Calcio a 11 | Calcio a 5 | Pallavolo | Ginnastica | Estate ragazzi | Tornei | Arbitri | Altro    

 

 Notizie



GUARDARE IL MONDO CON LO SGUARDO DI GESÙ

Riflessioni nate dall’incontro nazionale dei consulenti del C.S.I., o come l’ha definito la stampa "la nazionale di don Ale

04-12-2016

Si è concluso con la Messa celebrata in Vaticano nella cappella del sepolcro di San Pietro l’incontro della squadra dei sacerdoti del Csi, convocata da Don Alessio Albertini e radunatasi a Roma il 10 novembre. C’era una forte rappresentanza da tutta Italia e forte era la presenza dei consulenti dell’Emilia Romagna: Reggio Emilia, Piacenza, Bologna, Imola, Faenza, Cesena, Forlì, Ravenna…
“Cosa significa fare pastorale giovanile in particolare, per noi consulenti ecclesiastici, nell'ambito sportivo?” è stato lo spunto iniziale della riflessione di don Alessio, ricordando l’importante ruolo di affiancare i laici nella formazione cristiana e umana dei giovani all’interno del Csi. Da questa domanda si è sviluppato tutto il lavoro del convegno. Tra i partecipanti c’era anche don Gianni Regoli, consulente ecclesiastico del Csi di Imola, e suo è il racconto dell’incontro della “nazionale di don Alessio”.
Dopo l’intervento iniziale dell’assistente generale, alla convention sono stati tre i momenti di riflessione guidati rispettivamente da padre Bruno Secondin, predicatore degli esercizi spirituali al Papa e alla Curia Romana nel 2015, dal presidente nazionale del Csi Vittorio Bosio e da don Armando Matteo, docente di Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Urbaniana.

Il primo tema affrontato è stato proprio il ruolo specifico della spiritualità e della pastorale del consulente: guardare e insegnare a guardare con lo sguardo rivolto nella stessa direzione di Gesù, alla quotidianità dell’impegno e della formazione, senza nascondersi dietro i paraventi dei propri limiti o di una mera organizzazione senza cuore. Padre Bruno Secondin ha commentato il brano di Marco 8,22-26 “Preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio”: insegnare come Gesù ad alzare gli occhi, a imparare a vedere per guarire dentro, risvegliando una personalità, inizialmente solo passiva, e guardando insieme verso fuori. Spesso nelle nostre attività il problema non sono gli occhi, ma una personalità che manca di vitalità. Gesù insegna con “empatia paziente e ispirante a diventare protagonista autonomo; saper giocare su una libertà gestita con maturità e affidata alla persona”, a non rientrare nei vecchi schemi e neppure a fare il “miracolato” come fenomeno da baraccone… invia a nuove relazioni più sane e responsabili nell’impegno costante e quotidiano.

Da queste riflessioni è nato il dialogo con il presidente nazionale, Vittorio Bosio: “Nel mio mandato vorrei rimettere al centro della vita del Csi la figura del consulente ecclesiastico, fondamentale per la crescita umana e spirituale dei ragazzi… Non so se c’è una risposta numerica in termini di conversione, ma di certo accogliamo tutti, tanti ragazzi di colori e religioni diversi”. Un serrato dialogo tra consulenti e presidente ha dato corpo ad un Csi concreto, vicino alle situazioni, ma consapevole delle fatiche, delle remore e degli ostacoli da superare.

Dopo l’intervento iniziale dell’assistente generale e quelli di padre Bruno Secondin e del presidente nazionale del Csi Vittorio Bosio, all’incontro nazionale è stata la volta di don Armando Matteo, docente di Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Urbaniana.
Don Armando ha messo davanti ai consulenti Csi una questione: “l’adulto che ci manca”: «Di che cosa dobbiamo parlare oggi? Di noi adulti, o meglio degli adulti con i quali ci troviamo a lavorare, che sempre meno sono all’altezza della nostra naturale e indispensabile vocazione generativa ed educativa. Di questo si deve parlare. Questo è il problema dei problemi». Che cosa è cambiato nel mondo degli adulti? «Quella degli adulti è una generazione che ha fatto della giovinezza il suo bene supremo: si può dire, per paradosso, che è una generazione che ama la giovinezza più dei giovani. Più dei figli. A livello linguistico: se uno muore a 70 anni si dice che è morto giovane, se uno ha quarantacinque anni è ancora un ragazzo, un giovane: può aspettare perciò... Per questo la vecchiaia è diventata oggi il nemico "numero uno" della nostra società e la parola è stata eliminata da Wikipedia. Nulla si vende che non sia "anti-age": se tu pensi che sia possibile, inizi a spendere ma, paradossalmente, più la insegui più ti sfugge, la giovinezza. Oltre che con la vecchiaia, cambia il nostro rapporto con la medicina: la malattia non è più un sintomo, un messaggio da parte del corpo (stai facendo troppo, corri di meno, mangia meglio, dormi di più, smetti di fumare), ma è intesa come un’interruzione, un blocco di motore, che basta rimuovere per ripartire. E abbiamo medicine sempre più potenti. Nessuno che semplicemente muoia!». Allora agli adulti che cosa occorre? 1) Essere ponte, tra i figli e il mondo; da parte dell’adulto, saper rispondere del mondo ai figli e quindi dei figli al mondo. 2) Essere allenatore. Quello dell'allenatore è un mestiere quanto mai difficile e ci può introdurre dentro quella che è la verità dell’amore: amore non è (solo) preoccuparsi, amore non è (solo) procurare cose, amore non è (solo) risparmiare fatica, amore non è (solo) volere bene. Amare è volere il bene. Amare è volere il bene di chi ci è affidato come figlio o come atleta. 3) Essere poeta: la creatività di poter dire “io” senza che nessuno faccia le mie veci, di poter scegliere, perché aiutato a discernere il bene e a sceglierlo liberamente. «Per me questo è il compito principale: dire, ridire la bellezza dell’adulto. Niente può dare più gioia di questo, nella vita umana. Accanto a questo indicherei poi tre elementi più legati alla vita spirituale dei nostri associati adulti: il primo è l’amore per la Scrittura, il secondo è la grazia della preghiera e il terzo la cura per una comunità di gioia».
Dopo una serata vissuta a cena all’insegna di una gioiosa convivialità e fraternità, il convegno si è poi concluso con la concelebrazione sulla tomba di Pietro, presieduta dal card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del sinodo dei Vescovi, che ha voluto precisare: «Non sarà il Sinodo per i giovani, ma sarà il Sinodo dei giovani e con i giovani. I giovani debbono sentirsi protagonisti. Noi, nei differenti ruoli che giochiamo in questo progetto, dobbiamo guardarli, accompagnarli in questa bella avventura, ed essere loro partner, loro compagni di viaggio». Poi ha aggiunto: «Le parole di Gesù, presentate con un linguaggio immediato e diretto, possono sconvolgere e far riflettere i nostri giovani».
Ecco allora le conclusioni che don Gianni Regoli ci porta da Roma e condivide con il Csi di Imola e non solo:
1) ritrovare e rivivere ad ogni livello, sacerdoti, dirigenti, allenatori, famiglie, il ruolo di adulti che accompagnano nella crescita dei ragazzi e dei giovani senza sostituirsi alle loro scelte, ma sostenendoli nella ricerca della verità;
2) comprendere che i mezzi di comunicazioni non sono solo le parole o le imposizioni, ma una educazione esperienziale (come insegna l’Azione Cattolica da cui il Csi è nato) che passa attraverso strumenti dell’arte (un pianoforte, un pennello…) o dello sport (una palla, un nastro, una palestra…) per comunicare anche se si incontrano bambini e ragazzi che parlano lingue diverse dalla nostra. È questo un linguaggio universale che fa riconoscere e accogliere ogni essere umano come fratello. È la prima vittoria che il mondo dello sport vuole conquistare in quel grandissimo campo che è la vita.

 




Altre notizie

Pagine:  1  2  3  [4]  5  6  7  

13-03-2017 - Trasferta casertana per i ragazzi dell’Accademia della Spada
06-03-2017 - Velocità e spazio per studiare la spada giapponese
02-03-2017 - Convocata l'Assemblea Territoriale
13-02-2017 - Make your choice
13-02-2017 - N&Z - serata con chitarristi internazionali
30-01-2017 - Il maestro di Hong Kong al Centro Sportivo Montericco
23-01-2017 - Aperte le nuove iscrizioni ai corsi Csi
23-01-2017 - Fabrizio Di Marco ottimi risultati in azzurro
16-01-2017 - Due appuntamenti speciali per le arti marziali
09-01-2017 - L’oro di Sara Andalò e la convocazione in azzurro di Fabrizio Di Marco
01-01-2017 - Il 2016... passo dopo passo
22-12-2016 - Non è forte chi non cade ma chi, cadendo, ha la forza di rialzarsi
12-12-2016 - Mai più fuori dai giochi
07-12-2016 - Tradizione e novità alla "Festa degli auguri" di Natale del Csi di Imola
04-12-2016 - GUARDARE IL MONDO CON LO SGUARDO DI GESÙ
07-11-2016 - Corso DAE
07-11-2016 - Non si finisce mai di imparare
31-10-2016 - Fabrizio Di Marco, uno schermidore in crescita
24-10-2016 - Sabato 5 stage con il maestro Daniele Mazzoni e inaugurazione del nuovo Dojo
24-10-2016 - 10 anni di Pedalando per Sao Bernardo


 


 

 Documenti


23/07/2015 - ORARIO NUOVO SEGRETERIA CSI IMOLA
20/03/2015 - Pedalata Borgo Tossignano
09/06/2014 - CrewSportImola70 - INVITO e PROGRAMMA
09/06/2014 - CrewSportImola70
30/05/2014 - PROGRAMMA - I° Memorial Franco Ballonti
02/02/2014 - Locandina incontro formazione Brescia (1-2 febbraio 2014)
10/10/2013 - Regolamento Calcio a 7 2013-2014
01/09/2013 - Modulo iscrizione campionato Calcio a 7
21/04/2013 - Assemblea Territoriale 2013
31/03/2013 - Pedalando... intorno a Borgo
16/03/2013 - GIOCARE PER CREDERE - Programma
06/03/2013 - CONVENZIONE CSI - CAF ACLI
03/02/2013 - LOGO CSI X MEDAGLIE
14/04/2012 - Convocazione dell’Assemblea Ordinaria del CSI SERVIZI ASD
24/02/2012 - Candidature a revisore dei conti provinciale
24/02/2012 - Candidature a consigliere provinciale
24/02/2012 - Candidature a presidente provinciale
13/01/2012 - Regolamento e norme di elezione
13/01/2012 - Convocazione assemblea 2012 e Modulistica
 
CSI Imola - via Emilia 69 - 40026 Imola (Bo) - tel. 0542 30335 - fax 0542 31697 - info@csiimola.it Sito realizzato da: Lorenzo Tondini